Read Man Walking
Sul fatto che i libri cambino la vita si può discutere fino allo sfinimento. L’esperienza insegna che meno uno legge più crede alla favola. Come se l’avvicendarsi di storie e personaggi funzionasse da vaccino: alla fine si capisce che noi siamo qui, i libri stanno lì, e per diventare migliori servono interventi più radicali. Erano di diverso parere Robert Waxler e Robert Kane quando inventarono, nel 1991, il programma Changing Lives Through Literature.

Sul fatto che i libri cambino la vita si può discutere fino allo sfinimento. L’esperienza insegna che meno uno legge più crede alla favola. Come se l’avvicendarsi di storie e personaggi funzionasse da vaccino: alla fine si capisce che noi siamo qui, i libri stanno lì, e per diventare migliori – se questa è l’intenzione – servono interventi più radicali. Erano di diverso parere Robert Waxler e Robert Kane – professore di letteratura inglese all’università del Massachusetts il primo, giudice di Corte suprema il secondo – quando inventarono, nel 1991, il programma Changing Lives Through Literature.
Oggi praticato in otto stati americani, concede la libertà vigilata ai carcerati che si impegnino a frequentare un seminario di letteratura. Per un semestre, in ragione di due volte al mese, facendo con diligenza i compiti a casa. La “Recherche” può funzionare come e meglio del braccialetto elettronico che avverte la polizia quando il condannato si allontana dal perimetro stabilito, riassume Leah Price in un articolo sul New York Times (molti lettori coatti di Marcel Proust sarebbero d’accordo, purché protetti dall’anonimato garantito ai testimoni a rischio).
Durante la riunione, riferisce l’articolista, i soci del singolare club del libro discutono un racconto di T. C. Coraghessan Boyle, con un occhio particolare alle questioni che hanno a che fare con responsabilità. A differenza dei soliti club, i partecipanti sono tutti maschi: guardie, ladri e professore di letteratura riuniti attorno allo stesso tavolo. La vocazione educativa prevede infatti che anche i responsabili della libertà vigilata possano trarre profitto dalla lettura, o almeno dal dibattito che ne segue. Esistono anche seminari per sole donne, seminari misti, e seminari improvvisati per occasioni particolari: una trentina di festaioli ubriachi penetrati nella casa-museo del poeta Robert Frost con intenzioni vandaliche furono condannati dal giudice a frequentare un seminario su “The Road Not Taken”.
Le lodevoli intenzioni e i risultati più che soddisfacenti – se dobbiamo dar retta agli esperti – non riescono però a cancellare l’orribile verità. Lettura & commento sono considerati una punizione: più lieve di altre, ma sempre di punizione si tratta. I libri servono per migliorarsi, per emendarsi, per guardarsi dentro, per liberarsi dalle cattive abitudini. Funzionano come il programma dei “Dodici passi” adottato dagli alcolisti anonimi o dai maniaci dello shopping. Sostituiscono la buona condotta. Garantiscono uno sconto sulla pena. Vietato leggerli per svago e distrazione. E che a nessuno venga in mente, neanche per sbaglio, la parola evasione. Per quella, c’è la lima nella pagnotta.